Perché si dice “fare le veci”

fare le veci

Fare le veci è un modo di dire utilizzato quando una persona viene sostituita in una attività da svolgere o a livello di mera presenza. Véce è un termine che ha origine dal latino e significa cambio. Proprio per questo motivo chi fa le veci di qualcuno ne prende il posto temporaneamente.

Perché si dice “scrittura bustrofedica”

scrittura bustrofedica

La scrittura bustrofedica è un modo di scrivere, utilizzato principalmente in tempi antichi, che prevede di invertire il verso di scrittura ad ogni cambio di riga. Cominciando a scrivere da sinistra verso destra nella prima riga, si procede poi da destra verso sinistra passando alla seconda e cosi via. L’origine di questo modo di dire è molto particolare. La parola bustrofedico deriva dal greco, ed è composta dalle parole “bue” e “volgere. Se ci pensate, quando si usavano i buoi per arare i campi l’agricoltore doveva far procedere gli animali in senso diverso ogni volta che si raggiungeva uno degli estremi.

Perché si dice “in pectore”

in pectore

In pectore è una espressione molto particolare che viene usata tipicamente in riferimento ad un incarico, come ad esempio direttore in pectore o presidente in pectore, che non è ancora stato assegnato ufficialmente ma è stato deciso ufficiosamente. L’origine è legata ad una particolare nomina papale, che consente di annunciare la scelta di un nuovo cardinale senza però rivelarne il nome. In Italia si utilizza questa espressione ad esempio durante l’incarico di un nuovo presidente del consiglio, nominato dal presidente della repubblica.

Perché si dice “paese della cuccagna”

paese della cuccagna

Paese della cuccagna è una espressione che si usa per descrivere, spesso in forma esagerata o di aperta critica, un luogo in cui ci si può divertire e si possono godere numerosi piaceri. La cuccagna è un termine con cui, nel XV secolo, si chiamava il guado, cioè una pianta divenuta molto famosa perché le sue foglie venivano utilizzate per produrre colore blu utilizzato soprattutto per i vestiti. Il luoghi in cui questa pianta veniva coltivata e poi venduta erano divenuti molto ricchi grazie alla notevole richiesta come colorante di stoffe usata dalla ricca nobiltà.

Perché si dice “andare a Canossa”

andare a canossa

Andare a Canossa è un modo dire molto particolare, che si riconduce ad un evento storico realmente accaduto. Viene utilizzato tipicamente per descrivere situazioni in cui ci si umilia volontariamente dinanzi ad un’altra persona per riconoscerne la superiorità o per ammettere di essere dalla parte del torto. Canossa è un piccolo centro in provincia di Reggio Emilia in cui Enrico IV di Franconia, imperatore del Sacro Romano Impero, si recò insieme alla moglie Berta per chiedere il perdono a Papa Gregorio VII ed ottenere la revoca della scomunica.

L’espressione andare a Canossa fu utilizzata anche da Otto von Bismarck, cancelliere tedesco, nella storica frase “noi non andremo a Canossa, né con il corpo né con lo spirito”, con cui affermò che non sarebbero state accettate ingerenze esterne sulle decisioni del Reich.

Perché si dice “porre il veto”

porre il veto

Porre il veto è una formula che si sente usare spesso nelle situazioni in cui si sta effettuando una votazione per prendere una decisione e uno dei partecipanti di fatto si oppone alla prosecuzione della stessa, impedendo quindi di stabilire un esito. La parola veto deriva dal verbo latino “vetare” che, come forse avrete già capito, significa proprio vietare. Non è insolito sentire questa espressione nei resoconti giornalistici delle riunioni del consiglio di sicurezza del ONU, durante le quali una delle nazioni blocca una risoluzione perché contraria alla sua applicazione.

Perché si dice “razione K”

razione k

La razione K consiste in una particolare razione di cibo. Fu introdotta dall’esercito statunitense durante la seconda guerra mondiale. La sua funzione principale era di garantire un quantitativo sufficiente di calorie per la giornata di un soldato in missione. Al contempo doveva essere particolarmente leggera e quindi facilmente trasportabile. Il motivo per cui è stata chiamata razione k non sembra essere collegato al cognome del fisiologo che per primo dovette fornire una proposta all’esercito americano, tale Ancel Keys. Molto più semplicemente, quando fu ideata c’erano già altre razioni con delle lettere associate.

Perché si dice fare un blitz

fare un blitz

Fare un blitz è un modo di dire con cui si descrive una azione veloce, un evento che viene svolto rapidamente e senza preavviso. Questa espressione trae origine dalla lingua tedesca: la parola blitz infatti significa lampo, che denota appunto la velocità di esecuzione. Il termine è utilizzato anche in gergo militare, per descrivere un intervento mirato effettuato molto rapidamente per aumentarne l’efficacia del risultato.

Perché si dice “dare in escandescenze”

dare in escandescenze

Dare in escandescenze significa arrabbiarsi improvvisamente con qualcuno in maniera molto evidente. La parola escandescenze ha origine latina, e ha significato di accendersi. Quando pensiamo ad una persona che si arrabbia infatti immaginiamo spesso che diventi paonazza in viso, che si metta a strillare e che faccia gesti plateali. E’ come se appunto si accendesse improvvisamente.

Perché si dice “prendere la comanda”

prendere la comanda

Prendere la comanda è un modo di dire che si usa per descrivere l’ordine che un cliente fa in un bar o un ristorante per chiedere da bere e da mangiare. Tipicamente chi prende l’ordinazione scrive tutte le richieste su un foglio di carta, detto appunto comanda, che servirà poi per ordinare i piatti in cucina, le bevande al banco e per pagare poi in cassa prima di uscire. La parola comanda deriva dal verbo comandare nel senso di ordinare, cioè fare un ordine, richiedere che venga portato a tavola qualcosa.