Perché si dice “aspettare che cada la manna dal cielo”

aspettare la manna dal cielo

L’espressione si riferisce all’episodio dell’Antico Testamento in cui Dio fece cadere dal cielo la manna, cioè il pane, per sfamare il popolo d’Israele in cammino nel deserto. Viene usata per indicare il comportamento di una persona che, invece di attivarsi per risolvere un problema o affrontare una situazione, aspetta che arrivi un aiuto dall’esterno o che tutto si risolva autonomamente.

Perché si dice “verba volant scripta manent”

verba volant scripta manent

L’espressione latina viene usata per indicare che le parole pronunciate non hanno lo stesso valore di quelle scritte, come può essere ad esempio il caso del valore legale di un contratto scritto, che permane nel tempo e può essere mostrato come prova, a differenza di quanto è stato detto che invece non può essere dimostrato.

Perché si dice “prendere due piccioni con una fava”?

prendere due piccioni con una fava

L’espressione indica il raggiungimento di due diversi risultati con un solo espediente, risparmiando quindi tempo e risorse per raggiungere un doppio risultato. Il riferimento ai piccioni è relativo alla possibilità di attirarne più di uno offrendo loro una fava. Fino a non molti anni fa nelle piazze si vendevano buste di mangime che venivano date da mangiare ai piccioni, e si veniva letteralmente assaliti.

Perché si dice “dulcis in fundo”

dulcis in fundo

L’espressione dulcis in fundo è usata tipicamente per indicare che il dolce va consumato alla fine del pasto. Si tratta però di una interpretazione errata, in quanto la traduzione rigorosa dal latino non prevede questo significato, che viene attribuito per mera assonanza con le parole italiane.

Perché si dice “dare a Cesare quel che è di Cesare”

dare a Cesare quel che è di Cesare

L’espressione dare a Cesare quel che è di Cesare deriva dall’episodio biblico che vede alcuni farisei interrogare Gesù sull’opportunità di pagare o meno le tasse ai Romani da parte degli Ebrei. La risposta che diede sta a significare che l’ambito religioso va tenuto separato da quello materiale e dalle leggi che regolano la vita quotidiana, come appunto le tasse.

Perché si dice “E’ una vittoria di Pirro”

vittoria di pirro

L’espressione si riferisce all’episodio storico della battaglia vinta dall’esercito del re Pirro contro i romani. Nonostante l’esito positivo, le perdite dell’esercito furono tali da compromettere l’andamento della guerra, che infatti fu poi persa. Da qui nasce l’uso dell’espressione per indicare il successo solo temporaneo di una iniziativa, che è molto simile a “hai vinto una battaglia non la guerra”.

 

 

Perché si dice “farla franca”

farla franca

L’espressione era anticamente utilizzata per indicare l’assenza di una tassa da pagare per i commercianti per poter esercitare la loro professione. Da qui il significato è stato poi trasposto in ambito giudiziario, dove appunto si riferisce al fatto che non ci siano conseguenze per aver infranto la legge, o nella vita di tutti i giorni, dove un errore o una marachella non vengono poi scoperti o puniti.

Perché si dice “per un punto Martin perse la cappa”

per un punto martin perse la cappa

L’espressione per un punto Martin perse la cappa, che qualcuno ricorda sicuramente essere scritta sull’asso di coppe delle carte da gioco, deriva da un infausto errore di punteggiatura su una scritta che Martino, un abate, fece apporre all’ingresso dell’abbazia. Questa svista storpiò completamente il significato del messaggio, che, parafrasando, passò da un “La porta è aperta. Tutti gli uomini onesti possono entrare.” a “La porta è chiusa a tutti. Gli uomini onesti non possono entrare.”. Le conseguenze furono fatali a Martino, poiché la curia gli levò la cappa, cioè il mantello che simboleggia il suo stato di priore.

Perché si dice “piantare in asso”

piantare in asso

Questa espressione deriva dalla mitologia greca. Teseo, dopo aver ucciso il Minotauro e aver trovato l’uscita dal labirinto, abbandona Arianna sull’isola di Nasso. L’espressione poi è stata storpiata (è sparita infatti la N di Nasso), diventando quindi piantare in asso.